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Come funziona la psicoterapia?

da Dott.ssa Annarita Scarola | Mar 2, 2019 | Psicoterapia | 0 commenti

La psicoterapia è un trattamento psicologico che utilizza la relazione tra terapeuta e paziente per apportare cambiamenti nella vita di quest’ultimo, alleviando in modo stabile alcune forme di sofferenza emotiva e aiutando la persona a vivere meglio.

Lo scopo della psicoterapia è il cambiamento, che passa attraverso una maggiore consapevolezza di sé, dei propri pensieri, delle proprie emozioni, dei propri comportamenti, dei propri bisogni, del proprio modo di vedere se stessi, gli altri e il mondo, del proprio modo di relazionarsi con gli altri. Attraverso la relazione terapeutica come strumento, la persona apprende modi nuovi di stare al mondo e scopre risorse personali e strategie che le consentono di far fronte al proprio disagio in modo più efficace, sperimentando un maggiore benessere e riducendo la sofferenza che l’ha spinta a chiedere aiuto.

La psicoterapia è un trattamento basato sull’uso della parola, sul dialogo e sul confronto.

Psicoterapeuta e paziente si siedono uno di fronte all’altro (l’uso del lettino è ormai superato per la maggior parte degli orientamenti di psicoterapia) e parlano di un argomento che, di solito, viene portato dal paziente stesso. Può essere qualcosa che riguarda la sintomatologia manifestata (per esempio sintomi ansiosi o tipici della depressione), oppure può parlare delle difficoltà che sta vivendo in ambito relazionale, familiare, lavorativo, di conflitti che non riesce a gestire, di situazioni particolarmente stressanti che sta attraversando o della propria sofferenza emotiva.

Il compito del terapeuta sarà quello di aiutare il paziente a comprendere, a partire dalla sua storia di vita (relazioni significative avute durante l’infanzia o l’adolescenza, il rapporto con i genitori, eventuali traumi subiti), come certe dinamiche di funzionamento si sono sviluppate e poi mantenute nel tempo, come mai ad un certo punto non si sono più rilevate funzionali e come ci si può comportare o si può pensare in modo alternativo, con la finalità di alleviare la sua sofferenza emotiva e migliorare la sua qualità di vita.

Schemi di funzionamento poco efficaci e poco sani infatti diventano spesso talmente rigidi ed automatici che il paziente, senza l’aiuto di un professionista, fa fatica a riconoscere e mettere in discussione.

Dunque lo psicoterapeuta proporrà poi modelli alternativi di relazionarsi con se stessi, con gli altri e col futuro, rendendo il paziente capace di fare scelte orientate al proprio benessere e di affrontare con adeguate strategie e risorse le varie fatiche del vivere quotidiano, che pur continueranno a presentarsi. Lo psicoterapeuta è infatti una persona empatica e dotata di intuito, capace di comprendere il paziente, di mettersi nei suoi panni, di farlo sentire accolto e accettato in tutto quello che prova, pensa e dice e di cogliere in quali aree di funzionamento è necessario favorire il cambiamento.

È importante che il terapeuta informi il paziente su come funziona la psicoterapia, sulle diverse fasi del trattamento e che lo renda partecipe degli obiettivi che si desiderano raggiungere, che vengono per questo concordati insieme: in ogni fase del processo il paziente deve sapere dove si trova, cosa sta accadendo e dove si sta andando. Inoltre il paziente non è un soggetto passivo che si pone in una posizione di sottomissione rispetto al terapeuta (come nel tradizionale rapporto medico-paziente) ma viene reso attivo e partecipe del processo: il cambiamento infatti non dipende solo dalle varie tecniche che il terapeuta propone durante la psicoterapia ma anche da quanto il paziente si apre, si fida dello psicoterapeuta e segue le sue indicazioni (per esempio alcuni orientamenti di psicoterapia prevedono che vengano assegnati dei compiti a casa).

Esistono diversi orientamenti di psicoterapia che però hanno alcuni aspetti in comune: è necessaria una relazione di fiducia reciproca tra terapeuta e paziente, costanza nei colloqui, una condivisione di vissuti emotivi da parte del paziente e il coraggio di conoscere se stessi.

In particolare la psicoterapia cognitivo comportamentale spiega il disagio attraverso una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti. Il significato che attribuiamo agli eventi che ci accadono e i giudizi che rivolgiamo agli altri e a noi stessi sono la fonte delle nostre emozioni. La sofferenza nasce nel momento in cui si provano emozioni spiacevoli come ansia, depressione, rabbia, colpa o vergogna e quando queste emozioni, a causa della loro elevata durata e intensità, diventano intollerabili. Queste emozioni dolorose a loro volta possono essere la causa di comportamenti disfunzionali che possono essere di sollievo nel breve termine, ma a lungo andare possono diventare fonte di ulteriore sofferenza e compromettere il funzionamento sociale, lavorativo o affettivo (come per esempio l’uso di sostanze, l’abuso di alcol, abbuffate o restrizione alimentare, ritiro sociale, ripetizione compulsiva di determinate azioni, procrastinazione o evitamento di luoghi o persone).

Dunque la psicoterapia cognitivo comportamentale agisce in modo attivo su pensieri, emozioni e comportamenti riducendo la sofferenza che ne deriva, migliorando la qualità della vita del paziente e aiutandolo a raggiungere i propri obiettivi.

Quindi possiamo affermare che gli obiettivi della psicoterapia sono:

  • Permettere alla persona di comprendere cosa prova e cosa desidera, esprimendo in modo adeguato ed efficace le proprie emozioni e i propri bisogni;
  • Modificare gli schemi rigidi e patologici di funzionamento;
  • Vivere le relazioni affettive in modo soddisfacente, tollerando anche che si possano provare emozioni ambivalenti verso le persone che si amano;
  • Rispettare se stessi e gli altri;
  • Accettare se stessi, la propria storia e le proprie fatiche, perdonando se stessi per gli errori commessi e per le occasioni perse;
  • Elaborare lutti e traumi passati;
  • Sviluppare un atteggiamento di fiducia e speranza verso gli altri e il futuro;
  • Scoprire risorse e capacità proprie e degli altri che prima non si conoscevano;
  • Mettere in atto comportamenti più efficaci al fine di raggiungere i propri obiettivi.

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